Durante gli anni delle superiori ho frequentato l’istituto agrario. Non era una scelta legata all’arte o alla comunicazione. Ma in quel periodo ho capito una cosa importante: la passione non si può insegnare a forza. I professori non riuscivano a trasmettermi entusiasmo per le materie. Così ho iniziato a cercare altrove ciò che mi faceva sentire viva. La fotografia è arrivata così. Tra ritratti alle amiche, paesaggi, oggetti, gatti, esperimenti.
Forse non è un caso: mia madre ha sempre avuto un’anima artistica, ma non ha potuto viverla pienamente. E mio nonno aveva macchine fotografiche d’epoca che oggi custodisco ancora. L’arte, in qualche modo, era già lì.

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